Nella vita troviamo casi inspiegabili. Da buon cristiano non credo nella reincarnazione, ma, per esempio, come si spiega che Paul Preston sa cucinare, parlare e la storia spagnola meglio di Felipe II? O El Greco ( Doménikos Theotokópoulos) abbia saputo catturare l’essenza spagnola meglio di Goya, o che il sottoscritto sognava già con Mantova con 5 anni?

Qualcosa del genere è successo con un famigerato personaggio dell’Estremadura. Se ci chiediamo cosa hanno in comune l’Estremadura e il Giappone, l’unica risposta che ci viene in mente è Miguel Maldonado. Miguel Maldonado, produttore degli eccellenti prosciutti Maldonado, sembra più un samurai giapponese del XVI secolo che un conquistatore dell’Estremadura.

Precisione, disciplina e tecnica si fondono in questa personalità per produrre un prodotto che è il risultato dell’ossessione. Solo un signor feudale giapponese poteva avere cosi  chiari fondamenti:

-Una pura razza iberica

-Una dieta perfetta

-Una cura artigianale, senza fretta

Tutto questo ovviamente con un previo studio del terreno per la vita degli animali, le condizioni climatiche per la stagionatura , la perfezione tecnica dei suoi soggetti e il trasporto degli animali, una maestria, perché non dirlo,  degna del maestro Kurosawa.

Il risultato è un prosciutto fine, elegante, senza sapori estranei, armonico, con un grasso ottimale, un vero gioiello che solo l’evoluzione, l’ossessione o il rigore o meglio un misto di tutti e tre possono ottenere. Non perdere l’occasione e provane uno, , cosi verificate di persona che esiste la magia. Miguel Maldonado, Le Samurai